La scelta dell'attrezzatura tecnica per l'alpinismo dipende in primo luogo dalla tipologia di ascensione: una via classica su roccia in ambiente alpino richiede un kit diverso rispetto all'arrampicata sportiva su falesia attrezzata, e ancora diverso da un itinerario su ghiaccio o misto invernale. Le norme europee EN definiscono i requisiti minimi per ogni categoria di dispositivo: conoscerle è utile non solo per la sicurezza ma anche per interpretare correttamente le specifiche tecniche dei produttori.
Imbragatura
L'imbragatura è l'elemento di connessione tra l'alpinista e il sistema di assicurazione. Le imbragature da arrampicata sportiva e alpinismo sono normate dalla EN 12277. Le imbragature di tipo C (imbragatura combinata con bretelle) sono obbligatorie per l'alpinismo su ghiacciaio, dove il rischio di caduta in crepaccio capovolgendo l'utente è reale; per la falesia e le vie su roccia è diffusa l'imbragatura di tipo B (solamente vita e cosciali), più leggera e comoda in arrampicata libera.
I punti da valutare in un'imbragatura da alpinismo sono: possibilità di indossarla sopra gli strati di abbigliamento invernale senza modificare la posizione dell'anello di servizio, presenza di portamateriale ridondanti, messa a punto rapida in condizioni di freddo con i guanti. Il peso è rilevante per le ascensioni lunghe: un'imbragatura da alpinismo leggera si attesta tra 240 e 330 g.
Corde dinamiche: EN 892
Le corde da arrampicata sono classificate dalla norma EN 892, che definisce tre tipologie: singola (1), mezza corda (½) e gemella (∞). La distinzione non è solo di nomenclatura: influenza il numero di fili da utilizzare in contemporanea durante la progressione e il sistema di assicurazione compatibile.
- Corda singola: diametro tipico tra 9,5 mm e 10,5 mm. Utilizzata da sola per vie su roccia a protezioni ravvicinate. Numero di cadute del fattore 2 normato: minimo 5.
- Mezza corda: diametro tra 8 mm e 9 mm, da utilizzare in coppia per vie alpinistiche classiche. Riduce l'attrito durante la progressione su terreno tortuoso e permette calate in doppia di lunghezza doppia.
- Corda gemella: diametro tra 7 mm e 8 mm, da usare sempre in parallelo su entrambi i fili. Configurazione meno comune, adottata principalmente per vie di ghiaccio su cascate.
Il fattore di caduta e la forza di impatto sono i parametri più rilevanti per la scurezza in caso di volo. Una corda con forza di impatto bassa (sotto i 9 kN) trasmette meno energia al sistema in caso di caduta, riducendo lo stress su protezioni e imbragatura.
Protezioni removibili: stopper e friend
Le protezioni removibili (nuts/stopper e dispositivi a camme espandibili/friend) costituiscono il sistema di assicurazione su vie alpine non attrezzate con spit fissi. Vengono inserite nelle fessure della roccia dal primo di cordata durante la progressione e recuperate dal secondo.
Gli stopper sono cunei metallici in alluminio o acciaio, disponibili in dimensioni millimetrate. Il loro inserimento corretto in una fessura convergente richiede pratica e buona conoscenza della morfologia della roccia. I friend (o dispositivi a camme espandibili, SLCD – Spring-Loaded Camming Devices) si adattano a fessure parallele e sub-parallele tramite la rotazione di camme collegate a una molla. La norma EN 12270 disciplina i cunei passivi; non esiste una norma EN specifica per i friend, che sono certificati secondo normative nazionali e UIAA.
Chiodi da roccia e da ghiaccio
I chiodi da roccia (pitons) sono protezioni metalliche che vengono battute nelle fessure con un martello. Pur essendo tecnicamente removibili, il loro utilizzo lascia tracce sulla roccia e viene generalmente evitato su vie già attrezzate con spit o in ambienti dove è richiesta la minimizzazione dell'impatto. Trovano ancora impiego sulle vie alpinistiche storiche e in ambienti dove la roccia non consente protezioni removibili.
I chiodi da ghiaccio sono viti cilindriche in alluminio o acciaio con filettatura esterna, inserite per rotazione nel ghiaccio. Le lunghezze standard vanno da 10 a 22 cm. Un chiodo da ghiaccio in ghiaccio omogeneo e compatto a temperatura negativa stabile offre una resistenza di circa 10–15 kN. Le condizioni critiche sono il ghiaccio a temperature prossime a 0°C (acquoso), la presenza di bolle d'aria e lo strato sottile su roccia.
Caschi: EN 12492
La norma EN 12492 disciplina i caschi da alpinismo e arrampicata, definendo i requisiti di assorbimento degli impatti laterali, superiori e frontali. I caschi del settore si dividono in due categorie costruttive: a schuma espansa (EPS) con guscio in ABS o policarbonato, e ibridi con struttura in materiale composito. I caschi a schiuma espansa hanno una migliore capacità di assorbimento degli impatti eccentrici ma sono più pesanti; quelli ibridi o in composito sono più leggeri ma meno performanti su impatti ripetuti o eccentrici.
Per l'uso in ambiente alpino, la regolazione della calotta alle variazioni di temperatura è un fattore pratico rilevante: in inverno, il casco deve poter essere indossato sopra un cappello o una balaclava senza ridurre la copertura delle tempie.
Piccozze e ramponi: EN 13089 e EN 893
La piccozza è l'attrezzo identitario dell'alpinismo su neve e ghiaccio. La norma EN 13089 distingue le piccozze in categoria B (Base, per terreno moderato con testata tradizionale) e T (Technical, per ghiaccio ripido e vie di misto). Le piccozze B sono le più diffuse per l'alpinismo classico; le piccozze T con manico curvo o angolato sono progettate per il drytooling e le cascate di ghiaccio.
I ramponi da alpinismo generale (EN 893) hanno 10 o 12 punte; i modelli a 12 punte con due anteriori orizzontali sono più versatili su terreno misto; i ramponi mono e bipoint con punte anteriori verticali sono specifici per ghiaccio verticale. La compatibilità con il tipo di suola (flessibile, semi-rigida, rigida) è un parametro vincolante nella scelta.
Considerazioni sulla manutenzione
Ogni dispositivo di protezione individuale (DPI) impiegato in alpinismo è soggetto a ispezione periodica. Le corde devono essere controllate per usura superficiale, rigidità anomala del nucleo e danni da caduta. Un singolo volo di fattore 2 non compromette necessariamente la corda ma è un evento da annotare. I friend devono essere lubrificati regolarmente con lubricante specifico (non olio minerale) e controllati per rottura delle camme. I caschi devono essere sostituiti dopo impatti significativi anche in assenza di danni visibili, e comunque dopo un massimo di 10 anni dalla data di produzione.